Pannello arancio ADR resistente al fuoco

Chi è il consulente ADR e qual è il suo ruolo?

Dal 1996 in tutta Europa nasce ufficialmente la figura del Consulente per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose (in genere nominato DGSA: Dangerous Goods Safety Advisor) grazie alla direttiva 96/35/CE.

A partire dal 1 gennaio 2000, la presenza di questo ruolo è obbligatoria in tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Dal 2010 è entrato in vigore il decreto legislativo 35/2010 che tiene fede in parte alla vecchia normativa e che, tuttora, regola la gestione e la nomina del consulente DGSA.

Da dove nasce l’esigenza di avere una figura specializzata nel trattamento di merci pericolose? Certamente dalla natura stessa dei prodotti trasportati e dei rischi che potrebbero derivare da una distribuzione effettuata in maniera sommaria e con poca cura. Si rende, dunque, necessario un responsabile che segua le merci sin dalle prime fasi dell’imballaggio, fino ad arrivare al trasporto e allo stoccaggio delle stesse.

In particolare, sono molte le modalità di trasporto per merci pericolose: su strada, per via ferroviaria, via navigabile interna, via marittima e via aerea. Ogni tipologia ha un regolamento di riferimento e, quindi, un consulente specializzato che potrebbe essere anche la stessa persona specializzata in più modalità di spedizione. Nel caso del trasporto su strada (o via terra) la figura incaricata di supervisionare le merci è il consulente ADR.

Il regolamento ADR (European Agreement concerning the International Carriage of Dangerous Goods by Road) fu originariamente siglato a Ginevra nel lontano 1957 per poi essere rinnovato ogni due anni: il 2017 è l’anno dell’aggiornamento più recente. Questa normativa è stata introdotta per regolare il trasporto di merci pericolose su strada e, all’interno dei vari punti trattati, troviamo anche obblighi e doveri del consulente ADR.

Ma di che cosa si occupa esattamente questa figura? Innanzitutto è colui che vigila sull’osservanza del regolamento ADR in più, per legge, si deve occupare della stesura della Relazione annuale sul trasporto di merci pericolose da parte dell’impresa in cui lavora. In caso di sinistri ha il dovere di compilare la Relazione di incidente e, infine, deve redigere il Piano di sicurezza aziendale nei casi previsti dal capitolo 1.10.3.2 della normativa di riferimento.

Mai più errori nella scelta di scatole per merci pericolose

Ecco il vademecum per scegliere gli imballaggi corretti secondo la normativa ADR

Chi ha l’obbligo di nomina del consulente ADR?

È obbligatorio per tutti avere la figura del consulente all’interno dell’azienda? Dunque, in base alla normativa ADR, tutti coloro che si occupano di trasporto, confezionamento, spedizione, imballaggio, riempimento, carico e scarico di merci pericolose hanno l’obbligo del consulente ADR. Esistono tuttavia delle eccezioni.

La prima riguarda il trasporto di quantitativi per ogni singola unità inferiori ai limiti posti dai capitoli 1.1.3.6, 1.7.1.4, 3.3, 3.4, e 3.5 del codice ADR. Quindi si tratta di trasporti occasionali nazionali di merci pericolose o di operazioni legate ad esse che presentano un minimo livello di pericolosità o di rischio di inquinamento ambientale.

Nello specifico, per usufruire dell’esenzione indicata dal capitolo 1.1.3.6 è necessario consultare ed utilizzare la tabella presente al paragrafo 1.1.3.6.3.

In base a quanto riportato dal decreto legislativo 4/7/2000, le esenzioni possono essere applicate anche in presenza di queste caratteristiche:

Massimo 24 operazioni all’anno;
Massimo 3 operazioni in uno stesso mese;
Totale complessivo massimo di merci trasportate non superiore a 180 tonnellate.

Per richiedere questa esenzione, l’azienda interessata deve inoltrare la propria richiesta all’ufficio provinciale del Dipartimento dei trasporti terrestri più vicino; questo, ovviamente, prima di dare il via ad ogni tipo di trasporto o distribuzione di merci a rischio.

Una volta ricevuto il nulla osta, questo deve accompagnare ogni operazione effettuata e dev’essere correlato da una certificazione a cura dell’impresa che deve contenere: data, tipo e quantità di merce trasportata. Questo sarà utile al momento del rinnovo dell’esenzione: infatti, bisognerà consegnare un report con tutte le operazioni effettuate durante l’anno solare appena concluso.

Nelle aziende è meglio avere un consulente interno o esterno?

Secondo la normativa ADR, il ruolo di consulente può essere svolto da un legale rappresentante, dal personale interno ma anche da collaboratori esterni rispetto all’azienda. Allora, in base a quali criteri scegliere?

La scelta tra consulente esterno ed interno può ricadere e toccare diversi aspetti che, a seconda del tipo di attività e di azienda, potrebbero prendere sfaccettature differenti. Potrebbe essere che due aziende apparentemente identiche scelgano di percorrere due vie differenti. Per esempio, chi trasporta o movimenta sempre le stesse merci pericolose potrebbe scegliere di nominare un consulente esterno, così da non avere costi fissi, oppure scegliere di nominare un consulente tra il proprio personale in quanto le tematiche trattate saranno sempre le stesse.

Partendo da questo esempio possiamo sicuramente affermare che una risposta univoca e precisa per ogni singola tipologia di azienda non esiste, è infatti un aspetto molto legato alla politica e gestione aziendale.

Il consulente ADR nelle aziende che vendono packaging per merci pericolose

Finora abbiamo visto come il consulente sia fondamentale per tutte quelle aziende che si occupano di merci pericolose sia una tantum, sia in maniera continuativa. Ma questo ruolo risulta molto utile anche per quelle imprese che si occupano della produzione e distribuzione di imballaggi e, più in generale, di packaging per merci pericolose. Perché è così importante?

Quando ci si rivolge ad un’azienda per l’acquisto di imballaggi omologati è spesso utile confrontarsi circa la soluzione corretta da utilizzare. Per questo genere di confronto, la figura idonea è quella del consulente ADR con cui ci si può confrontare circa il tipo di imballaggio da utilizzare.

Ma una volta definito il tipo di imballaggio, per esempio una scatola 4G, è possibile acquistarne uno qualsiasi? La risposta è no. Esiste un passaggio tra le richieste del manuale e l’identificazione dell’imballaggio corretto che è spesso poco conosciuto. È questo il momento in cui è necessario consultare un esperto di omologazioni ONU.

Come diventare un consulente ADR?

È stato detto che la carica di consulente può essere ricoperta anche da personale interno all’azienda, questo non significa, però, che chiunque possa farlo: ci sono diversi passi da fare.

I futuri incaricati alla supervisione del trasporto di merci pericolose, infatti, dovranno seguire un corso qualificante e prendere il cosiddetto “Certificato di formazione professionale” rilasciato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti solo dopo aver superato un esame. Ma andiamo con ordine!

Il primo passo nel percorso per diventare consulenti è solitamente prendere parte ad uno dei corsi volti alla preparazione dell’esame di consulente ADR. Durante le lezioni si toccheranno diversi argomenti di interesse ADR tra cui:

  • Obblighi del consulente
  • Classificazione delle merci per il trasporto
  • Principali tipi di pericolo delle diverse Classi ADR/RID
  • Descrizione, Codici di classificazione, Gruppi di Imballaggio
  • Imballaggio ed etichettatura
  • Documenti di trasporto

In più, si effettueranno delle esercitazioni e simulazioni del test finale. Dopo aver frequentato il corso, si richiede l’invio della domanda di ammissione all’esame almeno un mese prima della data fissata dal Ministero.

Quando ci si iscrive all’esame, bisogna scegliere il regolamento di riferimento (nel nostro caso ADR/RID) ed eventuali specializzazioni in alcune classi di pericolo:

  • Classe 1 (esplosivi);
    Classe 2 (gas);
    Classe 7 (materie radioattive);
    Classi 3, 4.1, 4.2, 4.3, 5.1, 5.2, 6.1, 6.2, 8 e 9 (solidi e liquidi, classi varie);
    Numeri UN 1202, 1203, 1223, 3475 e il carburante per aviazione classificato ai numeri ONU 1268 o 1863.

Secondo l’ADR, il test per conseguire la certificazione si compone di un minimo di 20 domande a risposta libera che vertono sulle materie previste nell’elenco riportato al 1.8.3.11. Tuttavia è possibile trovare domande a scelta multipla: in tal caso 2 quesiti equivalgono ad una domanda a risposta libera. In Italia il sistema utilizzato è quello di 40 domande a risposta multipla. Oltre a questo, verrà proposto lo studio di un caso in modo tale da verificare le capacità operative del candidato ADR.

Una volta superato il test, ogni consulente ha il dovere di rinnovare la propria certificazione ogni cinque anni dato il continuo aggiornamento delle norme di riferimento. Il test, in questo caso, comprende solo le domande senza lo studio del caso.

Eccoci arrivati al termine di questo approfondimento sulla figura del consulente ADR. Se qualche punto non è chiaro, o desideri semplicemente saperne di più sul trasporto di merci pericolose o sulla scelta ed etichettatura dell’imballaggio corretto, Serpac mette a tua disposizione i suoi esperti più qualificati. Contattaci, senza impegno ti offriamo una consulenza gratuita per rispondere a tutte le tue domande!

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