Catalogo Serpac Merci Pericolose 2018

Assorbitori tecnici

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La prevenzione di possibili rischi risulta un elemento chiave nella buona gestione dell’ambiente lavorativo specialmente all’interno di industrie, in particolare quelle appartenenti al settore chimico e meccanico: luoghi in cui vengono trattate sostanze pericolose per l’uomo e l’ambiente.

Se da un lato questo lavoro di prevenzione risulta sempre utile e permette all’azienda di stare sempre un passo avanti alle eventuali problematiche che potrebbero incombere, dall’altro è vero che le probabilità di incidenti e rischi non possono essere azzerate del tutto. Con un completo lavoro di preparazione, tuttavia, è possibile correre ai ripari in tempi nettamente più bassi rispetto ad aziende meno pronte, in modo da limitare le perdite ed i danni, sia in termini economici sia ambientali.

Ed è letteralmente di perdite che si sta parlando! Infatti, il grande rischio di queste aziende chimiche e meccaniche è lo sversamento di liquidi nel corso del processo industriale.

Cosa fare in caso di sversamenti?

Ecco la guida che stavi cercando

I 7 passaggi per intervenire efficacemente in caso di sversamenti


I rischi dello sversamento di liquidi

Nel 1994 è entrata in vigore la legge 626 che aggiornava le pratiche per rendere il luogo di lavoro un ambiente più sicuro e salubre per tutti. Con questo nuovo testo veniva introdotta ufficialmente la figura del RSPP (Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione).

La persona incaricata ha l’obbligo di analizzare i rischi all’interno della propria azienda, scegliere le apposite soluzioni preventive e compilare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Da un grande potere, tuttavia, derivano grandi responsabilità: ecco perché con l’entrata in vigore del decreto legislativo 81/08 sono state inserite le pene per gli RSPP inadempienti e per qualunque violazione del codice per la sicurezza.

Ma quali sono i rischi in caso di sversamento liquidi? Partiamo dal più semplice ed immediato: un pavimento bagnato è sdrucciolevole, per cui chi ci cammina sopra rischia l’effetto “buccia di banana” che tanto ci ha fatto ridere nelle commedie di Buster Keaton. Bisogna ricordarsi che – in caso di un cattivo appoggio in seguito alla caduta – il rischio di fratture esiste eccome.

Lo sapevi che per l’INAIL la caduta per scivolamento in piano è la prima voce per i rimborsi? Solo nel 2017, sono stati pagati 90 milioni circa e i periodi di malattia hanno avuto una durata media di 38 giorni: una grave perdita di produttività per un’azienda.

In secondo luogo, non possiamo dimenticarci del contesto in cui questi sversamenti avvengono: siamo all’interno di industrie, quindi i liquidi in questione non sono affatto benefici per la salute dell’uomo. Ci sono sostanze chimiche che, se evaporano ed entrano in circolo nell’apparato respiratorio dell’uomo, possono causare attacchi di asma sull’immediato e portare ad altri disagi sul lungo periodo.

I liquami versati, inoltre, potrebbero essere corrosivi e quindi danneggiare in modo permanente non solo il personale – il che porterebbe gravi conseguenze per l’azienda e rovinerebbe una vita – ma anche i materiali e le strutture colpite come i pavimenti o le attrezzature.

Ultimo rischio è quello dell’inquinamento industriale. Potrebbe sembrare strano visto che stiamo parlando di luoghi al chiuso, eppure anche solo la presenza di un tombino potrebbe portare danni all’ambiente o – peggio ancora – alle falde acquifere. Andando in profondità, infatti, i liquidi dispersi vengono assorbiti dal terreno in profondità e questo, a lungo andare, può portare a gravi danni ambientali e per l’uomo.

Come pulire uno sversamento?

Una volta avvenuto questo sversamento di liquidi bisogna ricorrere ai ripari ma sempre con i giusti mezzi: stiamo sempre parlando di sostanze pericolose per l’uomo e/o per l’ambiente. Innanzitutto bisogna identificare il materiale disperso e questo si può fare attraverso l’etichetta presente sul contenitore oppure, in maniera più precisa, attraverso l’MSDS (Material Safety Data Sheet).

Una volta identificato il materiale, si può passare alla scelta dell’assorbitore più adeguato: è molto importante scegliere l’assorbitore industriale in base al liquido che bisogna assorbire, per esempio in caso di sostanze acide bisognerà utilizzare dei tamponi appositi in grado di resistere a quella tipologia di sostanza che deve essere raccolta, una scelta errata potrebbe vanificare il lavoro di pulizia ed ancor peggio la sicurezza dell’operatore.

Il secondo fattore da valutare è l’entità della perdita: quanto liquido è stato disperso? Poche gocce o si entra nell’ordine dei litri? Questo determinerà il modo in cui bisognerà approcciare alla pulizia ed all’assorbimento dello sversamento.

Nel caso in cui lo sversamento fosse molto consistente, bisognerà, tra le prime cose, pensare di arginare la propagazione dei liquidi. In commercio, infatti, esistono diversi prodotti assorbenti in grado di creare una vera e propria barriera isolante per contenere e delimitare le fuoriuscite e – allo stesso tempo – segnalare le aree pericolose da evitare.

Successivamente è indispensabile andare a coprire tutti i tombini, così da evitare che i liquidi si disperdano nelle falde acquifere. In più, appena individuato il contenitore dal quale è partita la dispersione, è doveroso arrestare la perdita rimettendo in piedi il contenitore oppure, nel caso il contenitore si fosse rotto, andando a tappare il foro della perdita per esempio utilizzando appositi stucchi. Questa sequenza di azioni permette di fermare la fuoriuscita e la dispersione dei liquidi rendendo, così, più agili le successive operazioni di pulizia.

Cosa non usare

Un materiale vale l’altro? Naturalmente no. Non tutti gli assorbenti performano allo stesso modo: alcuni sono potenzialmente dannosi per la nostra salute. Un assorbitore molto conosciuto è certamente la sepiolite, un minerale derivato dal magnesio scoperto nel lontano 1847.

Questo minerale viene spesso utilizzato in caso di sversamenti, tuttavia le sue performance non sono degne di nota. Si calcola, infatti, che il materiale sia in grado di assorbire solo il 50% circa del suo peso (quindi 20kg di sepiolite assorbono circa 10L) lasciando così da smaltire una parte di rifiuto molto grande che costa cifre da capogiro alle aziende (è il peso infatti che determina il costo di smaltimento dei rifiuti). Questo difetto rende la sepiolite un materiale poco conveniente per le aziende.

Il secondo materiale che viene troppo spesso utilizzato per assorbire liquidi è la segatura. Chiariamo un primo punto fondamentale: la segatura non è un assorbitore, ha capacità di molto inferiori rispetto alla sepiolite. In secondo luogo la legge ne vieta l’utilizzo perché rilascia polvere che provoca, in seguito ad una lunga esposizione, la silicosi: una malattia dell’apparato respiratorio. Per ultimo, anche se non meno importante, la segatura è un materiale infiammabile che aumenta i rischi collegati agli incendi all’interno dell’azienda.

Anche in questo caso, però, è bene non fare di tutta l’erba un fascio: esistono delle soluzioni granulari, sia di origine minerale sia vegetale, con un ottimo potere assorbente e non dannose per l’uomo. Questi prodotti si differenziano dalla sepiolite e dalla segatura in quanto assorbono e trattengono i liquidi senza diventare poltiglia. Tuttavia, gli assorbitori industriali granulari, pur essendo largamente e comunemente usati dalle industrie presentano due problemi principali molto importanti.

– Tempo di lavoro: rispetto agli assorbitori tecnici sotto forma di tamponi assorbenti e salsicciotti, gli assorbitori granulari devono essere spazzati e raccolti, il che richiede fatica e tempo da parte di operatori.
– Costi di smaltimento: i prodotti granulari, anche quelli con un ottimo assorbimento, hanno costi di smaltimento molto elevati rispetto ai tamponi assorbenti e salsicciotti.

Prodotti Pig di Serpac

Sia nel settore chimico sia in quello meccanico si può facilmente porre rimedio agli sversamenti con degli assorbenti industriali professionali ad alte prestazioni. Innanzitutto gli assorbenti si distinguono in base alla capacità di assorbimento: da bassa – per perdite con un basso volume – a molto elevata, ideale per impieghi pesanti. Si distinguono anche a seconda della resistenza all’uso e della tipologia di liquido che possono assorbire.

Principalmente possiamo identificare tre differenti tipologie di assorbitori, studiate e realizzate appositamente per intervenire su famiglie di liquidi specifiche.

– Assorbitori industriali per oli solventi, refrigeranti e acqua: questi assorbitori tecnici universali sono ideali per intervenire su sostanze di diverso genere, ad eccezione di sostanze molto aggressive.
– Assorbitori industriali per sostanze acide: per intervenire su sostanze acide, anche con concentrazioni molto elevate (per esempio acido solforico fino al 98%), esiste questa gamma appositamente studiata e trattata che consente di assorbire il liquido senza deteriorarsi o sciogliersi durante il suo utilizzo.
– Assorbitori industriali per oli: questa gamma assorbe tutte le sostanze oleose ma non l’acqua (idrorepellente).

Quando si parla di sicurezza in azienda non bisogna andare al risparmio, ma scegliere sempre prodotti di prima qualità e del corretto tipo. A livello internazionale, il punto di riferimento è New Pig: i suoi assorbenti industriali sono venduti in tutto il mondo per la loro qualità ed efficienza. Grazie ad una progettazione a 8 strati, infatti, i tamponi assorbenti sono molto più resistenti rispetto alla concorrenza tanto che non si lacerano nemmeno nel momento in cui hanno raggiunto il limite di capacità o se sottoposti a stress, non si sfaldano, non perdono pezzi e trattengono bene i liquidi assorbiti.

I tamponi sono presenti sia in forma quadrata o meglio, a foglio, che sotto forma di rotolo – con la formula “taglio facile” per non sprecare inutilmente il materiale – formato ideale per chi deve gestire situazioni differenti. Come in tutti i campi anche in quello della sicurezza e degli assorbitori tecnici sono state introdotte diverse migliorie per la tutela della sicurezza del personale. Come ultimo, è stato introdotto un nuovo tappeto adesivo assorbente e lavabile prodotto solo da New Pig, unico sul mercato. Il fulcro di questo prodotto è il mix tra sicurezza, pulizia e risparmio. Infatti, i tappeti assorbenti adesivi hanno sistemi antiscivolo certificati per cui, dove li metti, stanno e non si muovono dando sicurezza e stabilità alla camminata.

L’adesivo calibrato consente un’applicazione e un riposizionamento semplice e non lascia residui di colla sulle superfici. Un aspetto molto importante di questi tappeti è il fatto di poter essere lavati, infatti con una semplice lavasciuga è possibile pulire i tappeti abbattendo notevolmente i costi delle imprese di pulizia. Ultimo ma non meno importante, questi tappeti assorbenti sono carrabili e durano fino a 12 settimane.

La stessa azienda è leader nella produzione di salsicciotti assorbenti tecnici per arginare e assorbire le perdite – ne abbiamo parlato in precedenza, ricordi? – ognuno dei quali è specifico per l’utilizzo con determinati liquidi: alcuni arrestano ed assorbono gli olii, altri non hanno capacità di ritenzione di liquidi ma fungono solamente da barriera, altri ancora sono universali… ce n’è davvero per tutte le esigenze!

L’ultimo aspetto da considerare è quello dello stoccaggio. New Pig produce anche vasche di contenimento per lo stoccaggio di IBC, taniche e fusti.

In Italia, Serpac è rivenditore ufficiale del marchio New PIG. Grazie alla nostra lunga esperienza nel mondo delle merci pericolose, conosciamo bene l’importanza e l’attenzione da riservare alla tutela dell’ambiente e del personale.

Per questa ragione pretendiamo standard qualitativi altissimi dai nostri partner commerciali: in questo modo siamo certi che potrai lavorare in tutta tranquillità e sicurezza avendo a disposizione tutti gli strumenti necessari per proteggere te e i tuoi collaboratori.

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