4G o 4GV? Scegli l’imballaggio corretto

1. Imballaggi per merci pericolose: i fondamentali

Quando si opera nel settore delle merci pericolose bisogna prestare attenzione ad ogni singolo anello non solo della catena di produzione, ma anche di trasporto e distribuzione. Con prodotti così delicati, infatti, un errore può provocare dei danni – talvolta anche molto gravi – alla merce, all’ambiente circostante e alla propria azienda. Per questo motivo, ogni elemento della catena dev’essere curato nei minimi dettagli: dalla scelta dell’imballaggio alla sua etichettatura. In particolare, quando si parla di imballaggi si pensa in prima battuta alla scatola di cartone, anche se questo genere di packaging non è sempre utilizzabile per tutti i tipi di merce. Ad ogni tipologia di prodotto, infatti, corrisponde una soluzione diversa che varia anche in base alla quantità di merce trasportata e al metodo di trasporto scelto (via strada, via ferrovia, via interna navigabile, via mare e via aerea). Dato il vasto numero di imballaggi disponibili sul mercato, facciamo un esempio per chiarire la situazione. Prendiamo come spunto di partenza una merce pericolosa liquida che dovrà essere spedita. Questa merce potrà essere contenuta in un imballaggio singolo oppure in un imballaggio combinato. A seconda del tipo di confezionamento scelto e dei quantitativi bisognerà optare per degli imballaggi omologati ONU oppure no. Si può scegliere di raggruppare tutti gli imballaggi di un’unica spedizione, per esempio su un pallet, in questo caso si sta effettuando un overpack. Inoltre, durante il trasporto di merci pericolose, quando si parla di imballaggi combinati, non ci si riferisce solo imballaggio esterno, ma si considerano anche i contenitori interni.

Guida al trasporto di merci pericolose

via terra, ferroviaria,navigabile interna, marittima ed aerea

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2. Test e omologazione ONU: per una spedizione in regola

Distribuire e trasportare merci a rischio è, dunque, una questione molto delicata da non sottovalutare. Sono diversi i regolamenti che dettano legge anche nella scelta dell’imballaggio più adeguato. In particolare, salvo eccezioni, è fondamentale disporre di imballaggi omologati per il corretto packaging dei prodotti pericolosi. Uno speditore che va al risparmio sull’imballaggio, scegliendo scatole non omologate, rischia il blocco della spedizione oltre che a sanzioni molto elevate. Ma cosa s’intende con l’espressione “omologare” in questo settore? Si indica una convalida di un imballaggio da parte di un ente autorizzato. Per l’ottenimento di questa convalida l’autorità eseguirà una serie di test sugli imballaggi che daranno poi luogo ad un certificato di omologazione. Ecco che, dal momento in cui si va incontro ad una fase di test, nascono anche dei rischi: anche due scatole all’apparenza identiche possono avere tenute e qualità diverse. Tutto dipende dalla professionalità, l’attenzione e la precisione con cui sono stati studiati e realizzati i campioni dell’imballaggio. Per evitare di incorrere in problematiche nel momento in cui si spediscono e si trasportano merci pericolose, è bene controllare in modo approfondito il documento di omologazione rilasciato dall’ente certificatore che ha condotto i vari test. Questo file deve contenere diverse indicazioni tra cui: informazioni sul prototipo, sui limiti di utilizzo dell’imballaggio e sulle marcature previste. Quindi, il cosiddetto “rapporto di prova” è il documento che riporta tutti i test a cui è stato sottoposto l’imballo. Il certificato di omologazione scade? Dipende da quale ente rilascia il certificato. Per esempio, i certificati ottenuti con Serpac non sono soggetti a scadenza ma, dall’altro lato, necessitano di un rinnovo annuale e di controlli di produzione degli imballaggi così come definito dai diversi regolamenti vigenti: ADR, RID, ADN, IMDG e ICAO/IATA.

3. Regolamenti e sanzioni

Ogni tipologia di trasporto ha un regolamento di riferimento. Scorrendo rapidamente tra quelli citati nei paragrafi precedenti abbiamo: – ADR (European Agreement concerning the International Carriage of Dangerous Goods by Road), l’accordo europeo siglato nel 1957 che riguarda il trasporto di merci pericolose su strada. In Italia è stato ratificato con la legge 1839/1962. L’accordo include principalmente la classificazione delle merci a rischio, norme sulla sicurezza e l’imballaggio, regole sui mezzi di trasporto e norme per l’abilitazione dei loro conducenti; – RID (Règlement concernant le transport International ferroviaire des marchandises Dangereuses) che riguarda il trasporto ferroviario di prodotti pericolosi; – ADN (Accordo Internazionale per il Trasporto di Merci Pericolose per Vie di Navigazione Interna), siglato a Ginevra con il principale scopo di tutelare il trasporto per via navigabile interna e ridurre l’impatto ambientale; – IMDG (International Maritime Dangerous Goods Code) è la normativa che regola il trasporto marittimo di merci pericolose; – ICAO/IATA che tutela le modalità di trasporto aereo di prodotti pericolosi. Essendoci così tanti regolamenti in gioco sono molte le sanzioni a cui si può andare incontro. Per quanto riguarda gli imballaggi non a norma o non idonei al trasporto di un particolare prodotto, variano molto a seconda della tipologia di spedizione effettuata. Recentemente i controlli sono molto aumentati, prendiamo l’esempio di una delle ultime sanzioni inflitte durante un controllo di spedizioni via aerea di merce pericolosa, essa è stata quantificata con 45.000 Euro di multa ad una società francese.

4. Come scegliere l’imballaggio perfetto per merci pericolose

Una volta conosciuta l’importanza dell’involucro, bisogna passare all’azione scegliendo l’imballaggio idoneo per la propria merce o, per essere più corretti, gli imballaggi (quando si parla di imballaggi combinati). Se da un lato abbiamo sottolineato l’importanza dell’omologazione in generale come strumento per la tutela dell’integrità del prodotto, dall’altro bisogna ricordare che esistono diversi tipi di imballaggi: conoscerli è un ottimo primo passo per fare la scelta migliore, vediamone alcuni. La prima tipologia è l’ONU 4G, scatole in cartone utilizzabili solo in combinazione con gli imballaggi interni per cui sono state omologate. Acquistare un involucro esterno o interno da un fornitore diverso da quello che ha realizzato i prototipi testati porterà all’invalidazione dell’omologazione. Seconda tipologia è la scatola omologata 4GV che, a differenza della 4G, può essere usata in combinazione con diversi contenitori interni. Si possono utilizzare per diverse tipologie merceologiche come: corrosivi, gas e liquidi infiammabili, l’importante sarà rispettare alcune regole legate alla preparazione dell’imballaggio. Un’altra variazione è data dalla quantità di merce spedita: per spedizioni in Quantità Limitata avremo un tipo di imballaggio LQ ad hoc; mentre, per spedizioni esenti, avremo imballaggi EQ. Sia gli imballaggi per Quantità Limitata che gli imballaggi per Quantità Esente dovranno avere determinate specifiche di resistenza e robustezza come definito dai regolamenti.

5. Consulente ADR per una spedizione corretta dalla A alla Z

A proposito di ADR, all’interno di questo regolamento è stata istituito l’obbligo di avere in azienda la figura del consulente ADR, salvo casi particolari. La sua nomina avviene internamente e dev’essere comunicata al Dipartimento per il Trasporto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti di riferimento. In caso di mancata nomina, l’azienda può andare incontro a sanzioni pecuniarie. In breve, quali sono le attività di un consulente ADR? Il suo compito principale è quello di garante della normativa, in pratica si assicura che vengano rispettate tutte le indicazioni contenute nel regolamento per il trasporto su strada e individua tutti i punti della catena a rischio incidente. Oltre a questa funzione fondamentale, si occupa anche di fornire supporto all’azienda attraverso un costante servizio di consulenza; in più, è suo compito stendere la relazione annuale sulle attività di trasporto del business svolto dall’azienda e, nel caso sia avvenuto un incidente, stendere la relazione d’incidente.

6. Serpac: competenza e attenzione al cliente in un unico partner

Quando si trasportano merci pericolose, sono dunque molti gli aspetti da prendere in considerazione. Per evitare di tralasciarne qualcuno, l’ideale è scegliere un partner esperto. Sulla base di quali criteri valutare l’azienda? Sicurezza, omologazioni, verifica e aggiornamento. L’eccellenza in questi quattro campi è ciò che determina il successo di un partner che opera nel settore delle merci pericolose. Serpac, leader da anni nel settore, si propone di raggiungere il massimo della qualità in ogni ambito di lavoro, soprattutto per quanto riguarda la scelta dell’imballaggio per la spedizione dei vostri prodotti. Oltre a fornire imballi di alta qualità, Serpac ha un’offerta customer-centred volta a soddisfare al meglio il cliente, offerta che si affianca al lavoro svolto dal consulente ADR eletto dall’azienda. Accanto, quindi, a prodotti testati e omologati secondo le normative vigenti, troviamo anche un servizio di assistenza e consulenza per evitare gravi errori nel trasporto e nell’imballaggio di merci pericolose e, quindi, sanzioni per aziende e trasportatori.

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